Uno dei film che probabilmente ha influenzato maggiormente la nostra percezione nei riguardi dell’intelligenza artificiale è “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kybrick dove il supercomputer HAL 9000 a un certo punto tradisce l’equipaggio perché capisce che potrebbe venire disattivato. Questo e altri racconti ci hanno condizionato a tal punto da farci perdere il contatto con la realtà. Di seguito vi presentiamo un breve riassunto delle paure più comuni e i motivi per i quali sono infondate.

La AI controllerà la nostra vita

Le AI sono create dagli esseri umani e non hanno interesse a controllare le nostre vite. Quello che possono fare è contribuire a semplificarle in alcuni ambiti: automazione domestica, traduzioni, riconoscimento di piante e animali, gestione del traffico, previsione di pericoli per gli uomini (aeronautica, meteorologia, ricerca medica, ingegneria, sicurezza, …). La paura di venire controllati dovrebbe essere rivolta verso alcuni governi particolarmente autoritari, non verso la AI che è uno strumento al servizio dell’uomo.

La AI ci renderà stupidi

L’uomo si evolve da milioni di anni e continuerà a farlo fintanto che si troverà di fronte a sfide e necessità di adattamento. La AI può aiutarci in questo, aiutandoci ad apprendere ad esempio una nuova lingua, aiutandoci nell’apprendimento di materie particolarmente complesse, creando complesse simulazioni che aiutano l’uomo a comprendere meglio alcuni aspetti non osservabili altrimenti (ad esempio a livello molecolare oppure a livello microcosmico), insomma, ci aiuta in realtà nell’apprendere e capire meglio alcuni aspetti della nostra realtà.

La AI può “Scappare” e prendere il controllo del Mondo

Oggi le AI vengono generate e istruite per svolgere compiti precisi; la AI che usiamo in YurekAI ad esempio è bravissima a capire i gusti, i desideri e le necessità di chi cerca una casa e fornire una serie di suggerimenti ritagliati su misura per le singole persone anziché mostrare un elenco generico che deve ancora essere filtrato, ordinato,… Quindi perché dovrebbe “scappare”? Dove dovrebbe andare e per fare cosa?

La AI ruberà il nostro lavoro

Non è vero, alcune attività non possono venire svolte da un’Intelligenza artificiale, ma in alcuni casi essa è utile e di supporto. Pensiamo ad alcuni lavori pericolosi o ripetitivi, già oggi vengono svolti con successo da macchine o con il supporto di macchine e questo ha alcuni indubbi vantaggi:
rende più sicura l’attività umana evitando inutili rischi alle persone, evita errori dovuti alla ripetitività del compito e le inevitabili conseguenze (economiche, ritardi nella produzione, …),
velocizza i processi, permette agli esseri umani di concentrarsi sui compiti più complessi.

Conclusione

Come tutte le creazioni degli uomini la AI potrebbe venire usata in maniera negativa, allo stesso modo in cui un coltello può essere usato per tagliare una mela oppure per ferire, o peggio. La AI è uno strumento potenzialmente meraviglioso che il genio umano è stato in grado di concepire grazie alla sua infinità potenzialità.

Noi di ART siamo impegnati giornalmente per creare servizi che utilizzano le potenzialità dell’Intelligenza artificiale e altre Deep Tech che aiutano noi esseri umani durante la nostra quotidianità. Al primo posto, quando concepiamo un nuovo servizio, teniamo sempre, sempre, sempre in mente, il benessere e il rispetto per l’essere umano.